Regione Insubrica

Provincia di Varese

Consorzio Varese Turismo

Provincia di Como

APT di Como

 

 

 

 

La Regione Insubrica comprende l'area italiana e svizzera compresa fra i laghi Maggiore, Como e Ceresio, fra le province di Varese, Como, Verbania (in Italia) ed i territori del Ticino (in Svizzera) con le città di Lugano, Bellinzona, Locarno e, a nord, fino ad Airolo.

Arte, storia e cultura rappresentano i denominatori più importanti dell'Insubria poichè le conferiscono quell'unità, anche nel paesaggio e nell'ambiente, che viene mantenuta a dispetto dei confini politico - amministrativi.

Le generazioni vissute in questo territorio hanno lasciato numerose testimonianze, sapientemente rispettate e preservate nel tempo: attualmente perciò si possono visitare luoghi culturali di straordinario fascino.

 

REGIONE DELLA VACANZA

Il territorio della regione insubrica è dominato dall'azzurro dei laghi e dal verde dei boschi, colori che gli conferiscono un aspetto armonico e di equilibrio. L'uomo ha istituito in questa verde terra numerosi parchi allo scopo di preservare e offrire alla vista dei visitatori un patrimonio ambientale intatto. Ecco quindi il Parco Nazionale della Vallgrande, il Parco del Campo dei Fiori, del Monte Barro, i parchi fluviali del Ticino e del Lambro, quello lacuale di Mercurago, le Bolle di Magadino e le numerose "zone umide", veri paradisi naturali che conservano specie in grave rischio di estinzione. (Nella fotografia: Passo del San Gottardo)

IL PASSATO E IL PRESENTE
In una regione così composita e al tempo stesso omogenea, solcata da grandi linee di comunicazione che fin dall' antichità l'hanno legata all'occidente d'Europa, non stupiscono la ricchezza e la quantità delle opere d'arte dovute a un elevato grado di sensibilità e a una continua evoluzione. Area di transito non solo di merci e di manufatti, ma soprattutto di idee, questo territorio con il tempo è cresciuto culturalmente: qui si è sviluppata la "civiltà palafitticola" (4500,4000 a.C.) i cui resti sono stati rinvenuti ai bordi di quasi tutti i numerosi laghi che la costellano; qui ha visto la luce la "civiltà di Golasecca" risalente all'Età del ferro (sec. IX-V a.C.), diffusasi dal Ticino all'Adda fino al Po e nella zona ligure, riscontrabile in molti villaggi della Spina Verde presso Como. Sempre in questa regione, prima dei valichi alpini i romani hanno sostato al clima mite dei laghi e molti secoli dopo in queste plaghe si sono svolte battaglie decisive tra le autonomie comunali e il potere imperiale. Le dimore fortificate, costruite a guardia dei transiti, si sono trasformate in ville "di delizia" e quasi tutta la zona lacuale è stata prediletta quale luogo di villeggiatura signorile per la bellezza degli scorci paesaggistici e per la mitezza del clima.Una serie di eventi, lunga e articolata, ha lasciato le tracce del suo divenire nei monumenti, ciascuno dei quali può essere sfogliato come le pagine di un libro di storia, e nelle tradizioni che si sono mantenute vive e che costituiscono oggi l'orgoglio della gente. Le impronte del passato sono evidenti sia nelle città importanti, sia nei piccoli paesi, a bordo lago come negli alpeggi, sia nel senso di ospitalità innato dei residenti, disponibili al confronto e allo scambio culturale.

LE TRADIZIONI
L'organizzazione di numerose sagre popolari e di rievocazioni storiche sottolinea quanto sia ancora forte il legame della gente insubrica con le proprie tradizioni; al contempo riafferma una fiera identità regionale che tende a ribadire specifiche peculiarità del costume popolare. Questo territorio, al limite della grande pianura del Po e a ridosso di importanti valichi alpini, è da sempre crocevia di traffici, in continuo contatto con differenti culture con diversi modi di fare e di pensare. Tutto ciò si è trasferito nell'organizzazione del territorio attraverso l'uniformità architettonica dei paesi, le sistemazioni agricole, il controllo delle acque, l'ordinamento del lavoro.

Per comprendere l'attaccamento della gente alla propria identità basta visitare i numerosi musei a carattere etnografico; i più singolari illustrano le attività del lavoro (Museo dell'ombrello a Gignese, della pipa a Gavirate, del cappello a Ghiffa, del cioccolato a Caslano, della terraglia a Laveno, della barca lariana a Pianello Lario, della cultura Walser nelle valli ossolane, ma non meno frequenti sono quelli che commentano la storia patria con riferimento particolare alle vicende civiche locali: Museo storico-artistico del Verbano e del Paesaggio a Verbania, Museo civico di Varese, Museo di Castel Grande a Bellinzona, Museo civico-archeologico Paolo Giovio a Como. Quasi tutti gli abitati, città importanti o piccoli villaggi, hanno la propria sagra o rievocano fatti storici nei quali sono stati particolarmente coinvolti. Alcune di tali manifestazioni rimangono circoscritte a singole unità territoriali mentre altre, di più alto contenuto culturale, superano i confini locali per divenire appuntamenti ricorrenti e ricercati. È il caso della Sagra dell'Isola Comacina, che ne rievoca la distruzione avvenuta per mano comasca nel sec. XII, del Falò di Sant'Antonio a Varese che "brucia" l'inverno e auspica il ritorno della buona stagione, del Festival internazionale del cinema di Locarno, divenuto l'appuntamento mondano del Verbano, delle Settimane musicali di Stresa, conosciute ormai in tutt'Europa per la qualità e la raffinatezza dei programmi e degli interpreti. (Nella fotografia: Castello Visconteo di Somma Lombardo)